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Immagine di un corridoio di un data center con illuminazione blu e led verdi

Come testare un SSD per impieghi aziendali - Parte 1: Utilizzate il vostro ambiente, con dati reali, applicazioni e hardware corretti

È un fatto consolidato: la qualità si paga. Lo stesso ragionamento vale per l’acquisto di un SSD. Ma la scelta dell’SSD adatto non è così semplice come affidarsi ai dati di una scheda tecnica, specialmente quando si tratta di capire in che modo i vari componenti si comporteranno nello stack. È certamente possibile acquistare numerosi tipi di drive economici da Amazon per soddisfare le vostre esigenze in termini di budget. Ma quei clienti saranno ancora soddisfatti del loro acquisto se poi i drive iniziano a guastarsi quando messi sotto stress 24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana, con la necessità di sostituirli tutti?

Scegliere il tipo di SSD aziendale corretto significa prima testarlo in un contesto reale, al fine di verificare il suo comportamento una volta che questo viene implementato in un contesto operativo reale. Test e comparazioni, sollecitano i drive portandoli al limite del cedimento, consentendo di verificarne resistenza e durata, oltre evidenziare se le prestazioni cambiano nel tempo.

Questo articolo, suddiviso in due parti, illustra le sfide e le raccomandazioni per creare ed eseguire test per SSD aziendali efficaci, partendo prima di tutto dalla prospettiva dell’hardware e delle configurazione del sistema di test, per poi passare all'analisi dei metodi di comparazione dei benchmark.

Detto ciò, quali sono i requisiti hardware per un banco di prova?

Test reali richiedono hardware reale

Rack server

Prima di tutto, non è possibile eseguire test aziendali adeguati su un laptop. Chiunque afferma il contrario non è ben informato. Il banco di prova deve essere fondato su hardware per data center reale. Ciò significa realizzare un server dedicato con controller RAID, come quelli reperibili nei data center.



Se si sta acquistando un nuovo sistema di test, è consigliabile utilizzare un server 2U che utilizza chipset di ultima generazione. Se si prevede il test di unità NVMe, selezionare una scheda madre che supporta lo standard PCIe 4.0, in quanto tale standard è retrocompatibile con i drive PCIe 3.0 ed è già predisposto per l’impiego con le più recenti generazioni di prodotti. In base al formato, è possibile utilizzare un numero predefinito di drive SATA o NVMe configurati per il controller RAID in uso. È anche possibile selezionare una scheda di rete PCIe ad elevata larghezza di banda.

Steady State o BUST

Immagine raffigurante una persona in abito completo the traccia una curva ascendente su un grafico

Durante l’esecuzione dei test, è importante sapere che le prestazioni di un drive cambiano nel tempo. Ecco perché la fase di precondizionamento, prima dell’esecuzione di carichi di lavoro sequenziali e casuali è critica. Entrambi hanno i loro standard di precondizionamento specifici e sono estremamente importanti al fine di garantire la conformità alle specifiche.

Una volta che il drive è completamente formattato e riempito di dati, il suo funzionamento sarà differente rispetto a quello di un drive nuovo appena installato. Ecco perché è così importante testare un drive dopo averlo saturato di dati, facendolo funzionare in modalità steady-state.

Ciò può richiedere lo sviluppo di script specifici, al fine contribuire a effettuare il burn-in con data set appropriati e in linea con la tipologia di impiego prevista. Per esempio, se si usano frequentemente MySQL, PHP o Oracle, tali database creano script the tendono a saturare il drive con adeguate quantità di tabelle dati, prima di eseguire i carichi di lavoro dei benchmark OLTP dell’utente. Se si utilizzano drive per attività di elaborazione virtuale, è necessario predisporre l’hard drive virtuale al fine di impostarlo in modalità di funzionamento steady-state.

Per quanto riguarda le considerazioni hardware, è necessario ricordarsi che tutti i test devono riprodurre condizioni operative pari a quelle del mondo reale. Dallo stato di steady-state di un drive, fino al sistema e ai componenti a cui il sistema è associato, l’unico modo di configurare i test per garantire risultati accurati consiste nel partire dalla configurazione hardware che meglio si adatta all’ambiente del data center.

#KingstonIsWithYou

Nel nostro prossimo articolo, esamineremo come realizzare i rapporti e i test in grado di garantire benchmark accurati per comparare i vostri SSD.

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